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Mi ricordo, quando da bambino nei primi giorni di settembre, mamma mi portava a comprare il materiale per la scuola. Per arrivare in questo negozio dovevamo prendere ben tre autobus visto che abitavamo in periferia. Parliamo della fine degli anni '70 inizi '80. Non esistevano ancora ipermercati ogni dove come adesso. Partivamo pomeriggio presto, ricordo le giornate terse, pulite con il primo fresco che portava via il caldo dell’estate. Eravamo sorridenti, felici di andare in centro città. Io, sul bus, mi sedevo vicino al finestrino in modo da poter vedere fuori e ammirare la città e fantasticare come solo i bambini sanno fare. Ricordo ancora l’odore della giornata di settembre. Arrivati a destinazione entravamo in questo supermercato. Doveva essere la Standa se la memoria non mi inganna. Per prima cosa sceglievamo il grembiule. Ben poca scelta. Il colore doveva essere blu e il fiocco rosso. Dovevo solo misurarlo. Forse era l’unico momento meno felice, in quanto non mi piaceva portarlo, ma al piano di sopra mi attendevano migliaia di cose che mi facevano dimenticare il grembiule. Per andare al piano di sopra c’erano le scale mobili. Che emozione! Salivo e scendevo almeno 3 volte finché mamma diceva basta. Ricordo anche lei contenta nel vedermi felice salire per poi scendere e poi risalire… Forse dispiaceva più a lei dirmi basta che io a fermarmi ad andare su e giù per queste scale. Ed ecco il vastissimo assortimento di diari, astucci, cartelle, quaderni, penne, pennarelli, matite, gomme, temperamatite, chi più ne ha più ne metta. E l’odore che ogni oggetto aveva. Il quaderno aveva un suo ben preciso odore per non parlare dell’odore della gomma o delle matite. Avrei potuto riconoscere l’oggetto solo dall’odore che emanava. La scelta non era facile, anzi era difficilissima. Che diario avrei tenuto per un anno scolastico intero? Quali quaderni? A righe, a quadretti, quadretti piccoli o più grossi o quadernoni? Per non parlare della scelta dell’astuccio o della cartella. Quanti bei piccoli dilemmi. Ma piano piano fra uno scaffale ed un altro l’assortimento riempiva il carrello che io guidavo come un vero pilota di astronavi! Finita la scelta si riscendeva al piano di sotto, si ci metteva in coda alla cassa per pagare. Prima di riprendere i mezzi pubblici per tornare a casa, nella cremeria vicino alla fermata prendevo un cono gelato gusto crema e cioccolata. Il gelato più buono che io ricordi. Dal finestrino del bus con il cono in mano fantasticavo, sorridevo felice alla mia mamma, che mi accarezzava i capelli ed il viso con delicatezza ed amore. E l'autobus fermata per fermata ci riportava a casa. Edited by Paolo_1969 - 3/1/2019, 10:30 |
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Dolcissimi ricordi fatti di odori, di colori, delle cose semplici della vita vissuta accanto a una persona speciale, la mamma. Grazie per questo spaccato di vita che hai voluto condividere con noi, mi hai riportata indietro nel tempo. Un racconto che arriva al cuore. Biblioteca |
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Grazie Gemma, sono contento ti sia piaciuto, che ti abbia donato emozioni riportandoti indietro, in un passato di ricordi che per me sono incancellabili. Ti dirò una cosa, ogni volta che la rileggo ritorno ad essere quel bambino felice che guarda fuori dal finestrino. |
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Un revival tenero del tempo più dolce e significativo, in quanto ci si forgia, l'infanzia scolastica! Piaciuto, bravo! |
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Vero, l'infanzia scolastica ci insegna tanto, ora mi sovviene il ricordo della Maestra, ne avevo solo una per tutte le materie, non è come adesso. Una maestra, una donna, una mamma. Ci ha dato tanto in 5 anni di elementari, ci ha trasmesso oltre che le nozioni, qualcosa di suo, la bontà, la gentilezza, il savoir faire che aveva. Quanto è importante nell'ambito scolastico, a qualsiasi età, trovare insegnanti che hanno il piacere di insegnare anche a diventare adulti. P.S. nella foto il primo in basso sulla sinistra sono io per chi se lo domandasse |
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A volte non c'è bisogno di grande qualità per raccontare una storia, basta saper descrivere le sensazioni e le emozioni di un ricordo e il gioco è fatto. Qui l'autore, senza virtuosismi ma con una certa abilità stilistica, semplice e lineare, ha saputo fondere visioni e tenerezze, odori e meraviglie, in un brano capace di focalizzare l'attenzione del lettore. C'è, in effetti, la chiara visione di un paese in crescita ma che non ha ancora provato l'uso e l'appartenenza di certe diavolerie elettroniche, ancora povero di strumenti sociali e lontano dalla globalizzazione delle periferie. C'è, però, tanta tenerezza nella descrizione degli atteggiamenti di una mamma attenta e permissiva, capace di una dolcezza infinita, raccolta in uno sguardo o in una carezza. E c'è, soprattutto, lo stupore e la meraviglia che solo un bambino riesce a dimostrare con la fantasia di un gioco, di una corsa o di un semplice ooh a stento trattenuto. Per tutto questo segnalo il racconto per la BIBLIOTECA |
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Stento a credere che il mondo che tu descrivi in questo tuo brano, caro Paolo, sia datato "solo" alla fine degli anni settanta-inizio degli ottanta! Mi domando anch'io, come Scribak, se oggi i bambini, che a tre anni sanno già destreggiarsi col telefonino, si emozionino ancora alla vista di quaderni, gomme, temperamatite colorati. Le emozioni che vivesti in quel supermercato erano anche le mie, che le elementari le ho fatte negli anni cinquanta e le medie nei primi anni sessanta. Io dico che queste emozioni possono essere le stesse anche per i bambini della seconda decade del terzo millennio, se i genitori hanno l'accortezza di condividere con loro la preparazione all'anno scolastico; perché, come tu dici alla fine, i bambini sentono quello che viene fatto per loro con amore e che viene accompagnato da una carezza, a mo anche di incoraggiamento. Segnalo convinto anch'io questo tuo brano per la biblioteca! |
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Grazie @scribak41 e @FraCangino per l'apprezzamento del mio racconto e per la "nomination" in biblioteca. E' un racconto semplice, ma per chi ha vissuto da bambino periodi simili al mio, può emozionare ricordando gli odori ed i gesti d'amore di una mamma. Era un piccolo viaggio andare a comprare il necessario per la scuola. Oggigiorno, vedo che la scelta dei bambini si basa più sulla marca blasonata dello zaino, del diario, dell'astuccio. Questo è il consumismo feroce che ancora non esisteva, forse era all'inizio negli anni '80 con l'avvento delle Tv private che con la pubblicità hanno contribuito a far crescere il paese, nel bene e nel male. Grazie ancora. Paolo |
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Mi hai riportato in un mondo che quasi non esiste più! I supermercati ci sono ancora, ma sono cambiate le aspettative dei bambini, lo vedo nei miei nipoti! I quaderni, le matite, gli astucci, i colori...sai dove si fermano, davanti al reparto telefonini, a quello delle consolle di gioco, e non li tiri più via da li. Grazie per questo volo nel passato che questo tuo bel racconto mi ha fatto fare. BIBLIOTECA Edited by al44to - 21/4/2019, 19:14 |
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Ma grazie anche a te Sensei ! ( spero di non sbagliare il tuo soprannome ) Mi fa piacere che sia stato apprezzato questo mio racconto scritto come dice @scribak41 ...senza virtuosismi ma con una certa abilità stilistica, semplice e lineare...." Vedo che in tutti voi ho fatto fare un tuffo nel passato a ripescare ricordi magari assopiti. Questo mi sprona per andare avanti e cercare di migliorare pur mantenendo questo mio modo di scrivere "fresco" Paolo |
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La diaristica, questa meravigliosa e spietata Sirena che prima o poi ci attrae tutti, per quanto noi mettiamo tappi di cera! ;-) Qui hai fortuna perché con un linguaggio piano e tranquillo, hai il merito di raccontare cose vissute dalla maggior parte di noi. Io sono del '59 e le conosco bene, certe emozioni. Ben cristallizzato, rende con piacere un'epoca. Ha il fascino del linguaggio di tutti i giorni, come io racconto alla mia Cinghialina di quando papà aveva la sua età... Ecco, qui sta il merito di questa pagina che si rende così fruibile ed interessante per tutti noi. Ne abbiamo diversi di simili brani nelle stive e spero che tu voglia cimentarti nella nobile arte dell' Archeologia di bordo... Ci sono preziosi tesori da scoprire e portare alla luce, sicché scava e datte da fa; dovemo tutti da lavorà, 'namo!;-) Andy Edited by AndreaEmiliani - 28/10/2022, 11:15 |
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Grande Paolo! Grande nel sapere scrivere come un piccolo. Grande per essere riuscito a descrivere con semplicità ciò che allora era novità,colore,gioia di condivisione, felicità in mondo puro. Grazie Paolo BIBLIOTECA |
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Grande Paolo! Grande nel sapere scrivere come un piccolo. Grande per essere riuscito a descrivere con semplicità ciò che allora era novità,colore,gioia di condivisione, felicità in mondo puro. Grazie Paolo BIBLIOTECA Non so che dire se non grazie, ma non lodatemi troppo o mi prendo sul serio come narratore Scrivo in questo modo semplice perché non ho le capacità per elaborati di maggior spessore lessico. Mi fa piacere che troviate questo mio modo di raccontare apprezzabile. Grazie davvero. |
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Ciao Paolo. Anche a me piaceva tantissimo correre su e giù per le scale della standa! A parte questo, ho trovato il tuo racconto intriso di una dolcezza sconfinata. Scritto col cuore. Hai saputo tratteggiare un ricordo con toni davvero morbidi ed evocativi, dipingendo sensazioni e percezioni con tanta cura da renderle nitide agli occhi del lettore. Lo stile è scorrevole e fluido. Complimenti |
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Ciao Neîge ti ringrazio per il bel commento. Mi fa piacere che leggendolo si riesca ad immergersi nei ricordi. Le scale mobili erano bellissime!!!! Su e giù su e giù tante tante volte ! Che bei tempi... |